L’ Arte è emozione, un’esperienza individuale, un evadere da quel mondo scomodo che impone canoni ai quali attenersi per non isolarsi da una società così troppo schematica.

E’ un po’ come scrivere: liberarsi dagli obblighi e dare vita alla soggettività, al giudizio personale; questa è la chiave di interpretazione per quelle cose, situazioni e pensieri che sono valutati futili, purtroppo.

E solo così, secoli e secoli di costruzioni, di colonne, di sezioni auree, di correzioni ottiche e basi architettoniche, assumono un senso profondo e circoscritto nel pensiero e nell’animo umano: qual è lo scopo di tanto lavoro se non quello di suscitare  ammirazione e un tumulto nel cuore che lascia  senza respiro chi si trova davanti  ad un’opera artistica?

Diventano secondari gli elementi costitutivi, mentre, è fondamentale cosa l’uomo prova in quell’istante. Egli si serve dell’Arte per non sentirsi vuoto e, contemplando la materializzazione dei suoi pensieri nella luce e nella forma, si sente realizzato.

Se vogliamo, quindi, l’Arte è anche un modo per sentirsi soddisfatti di sé stessi.

Ma chi osserva al di fuori di tutto questo, esternamente, vuole solo sentirsi partecipe,

padrone, ma, nel contempo, sopraffatto da un evento nuovo che lo allontana dalla realtà ed esalta il sentimento.

Mi chiedo se  tutto questo serva ad affrontare un aspetto eterno ed

astratto della vita; ma credo che il più delle volte si tratti soltanto di un attimo di distrazione e distaccamento dal blocco di pietra….e tutto finisce lì…..non si ricerca

altro……

Non è facile immedesimarmi in un’atmosfera così surreale e credo che solo se scegliessi io di lasciarmi andare, ci riuscirei, ma sono troppo legata alle cose materiali. Sono, dunque, arrivata alla conclusione che anche in Arte, il padrone indiscusso della situazione è l’uomo che decide quale valore fare assumere ad un’opera e anche, perché no, ad un oggetto scontato e come comportarsi, invece, nei confronti di una “magnificenza artistica assoluta”.

Non credo, quindi, nell’incantesimo che l’Arte può suscitare su di me, perché questo dipende solo da come il mio animo è predisposto ad accogliere una così generosa offerta…

Credo che la cosa che più faccia paura all’uomo è il silenzio, il vuoto, il non essere coinvolto e trasportato dagli eventi, perché non li conosce.

Lo stupore davanti ad una pietra è proprio quell’andare oltre l’apparenza, esserne parte integrante e capire la sua funzionalità (non funzione), la sua bellezza: assolutamente non oggettiva.

Ma possiamo scegliere di guardare solo ciò che si vede in modo distaccato, che non è detto sia sbagliato, perché a volte il coinvolgimento emotivo davanti ad un’opera artistica, sconvolge e fa male dato che ci priva di alcune sicurezze, apparenti a quanto pare. Non sempre piace mettere le proprie sentenze in discussione perché vorrebbe dire ricercare un senso, una guida più profonda della precedente.

E’, però, raro che precipiti un così forte fragore nel silenzio eterno di ogni essere.

Mi ritorna più volte alla mente il Partenone che considero di una bellezza non paragonabile; ma si tratta di una riflessione soggettiva.

Se ora mi trovassi tra quelle rovine, non credo che sentirei un tumulto nel mio

cuore, d’altronde si tratta di poche pietre primordiali!

Pensando al contesto, però, non solo ne coglierei la bellezza, ma starei così a mio agio da abitarlo per qualche ora: polvere e marmo, duro e freddo, al centro di un verde tenue, prato morbido che emana calore: è così che lo immagino.

Questo mi dà una sensazione profonda di serenità e di pace che  fa scaturire in me un evento a tal punto che quel silenzio eterno dell’anima diventa compatibile con il

rumore del movimento continuo dell’esistenza umana.

Difficile trovare un commento appropriato alle parole così confortanti della poesia e una parafrasi le renderebbe riduttive nel loro significato, così vorrei solo citare qualche altro verso che sappia esprimere allo stesso modo un senso di profondità

e di meraviglia nel lettore, quand’egli si accorge della passione che emanano:

 

                                                                   “Non ha l’ottimo artista alcun concetto,

                                                                    ch’un marmo solo in sé non circoscriva

                                                                    col suo soverchio; e solo a quello arriva

                                                                    la mano che ubbidisce all’intelletto.”

 

                                                                              Michelangelo Buonarroti

 

Chiudi finestra