Gli uomini della Grecia antica, specialmente durante l’età di Pericle, erano più che mai orgogliosi di essere cittadini greci, di rappresentare il popolo che aveva sconfitto il colossale impero persiano; manifestavano e rappresentavano a tutto il mondo la loro forza, importanza, supremazia con opere straordinarie come il Partenone. La città di Atene in particolar modo conobbe il periodo di massimo splendore proprio in quegl’anni (egemonia ateniese). La loro cultura si elevò notevolmente come la concezione dell’arte: le loro opere si basavano su ideali prefissati, esprimevano una profondità ricercata di significati, trasmettevano dei valori… L’arte greca si basava sulla ricerca della perfezione della forma poiché non c’era altro modo di rappresentare la bellezza interiore di un soggetto. L’intera statuaria e architettura si impostava su questi concetti, infatti simbolicamente veniva scelto sempre il lato positivo di ciò che si voleva rappresentare. Le opere greche che sono giunte sino a noi esprimono gloria, trionfo, forza… e mai concetti negativi. Un esempio lampante può essere il Partenone, tempio in ordine dorico, ottastilo, periptero, situato sull’ acropoli di Atene, scolpito da Fidia e progettato da Ictino e Callicrate. Questo tempio segna un punto di passaggio, una rottura nella storia, viene chiamato il “tempio perfetto” perché costruito secondo proporzioni precise, con dettagli minuziosi anche nelle parti più nascoste alla vista umana; non si tratta di un tempio estremamente e ossessivamente decorato, altrimenti non sarebbe rimasto nei limiti del giusto. Gli elementi che lo compongono sono tra loro in una perfetta armonia e la matrice che si è utilizzata per costruirlo è il rapporto aureo: rapporto geometrico che si riscontra in molti elementi della natura e per tale ragione, questo tempio, sembra essersi edificato da solo. Il Partenone è perfetto perché creato per l’uomo; le sue forme nell’insieme sono state scolpite perché risultassero in armonia e dunque in equilibrio per l’ingannevole occhio umano (visione antropocentrica della Grecia antica). La modanatura è stata così ben studiata e ragionata che gli effetti di luce delle colonne, delle sculture della trabeazione ecc. sono collegabili al cielo e alla terra, alla natura dunque; se noi ci fermiamo davanti a quest’opera, nell’ammirazione più totale lo dobbiamo a Fidia ovvero colui che ha creato questa meraviglia animandola, dandole un carattere, facendola divenire pura creazione dello spirito. Inoltre egli sceglie come stile architettonico il dorico in epoca ionica; la scelta non è casuale, egli aveva la piena conoscenza di un ordine già in disuso mentre sarebbe stato un azzardo basarsi su un ordine di cui non poteva essere al corrente se avesse o meno raggiunto il suo massimo momento evolutivo. Un’altra caratteristica rilevante consiste nella semplicità con cui le colonne poggiano al suolo, non hanno bisogno di un basamento ulteriore, di un mezzo per il quale si radichino a terra; si tratta di un chiaro messaggio espressivo della forza incontrastabile, della solidità di un popolo che non ha paura di farsi conoscere, identificarsi, distinguersi. Pertanto quali mai potevano essere le aspirazioni di uomini in una condizione del genere? La loro arte si esprime meglio delle parole … Nella storia dell’uomo è/sarà quasi impossibile poter sfiorare una qualità simile, probabilmente nessuno mai potrà eguagliare la purezza del Partenone… Forse con i progressi dei nostri giorni esiste qualcosa in grado di essere paragonato, qualche meraviglia della meccanica per esempio, qualche gioiello creato per altre finalità, ben diverse da quelle di quell’epoca. Quegli uomini secondo la mia opinione desideravano che la loro cultura, i loro valori venissero diffusi, rispettati e “fatti propri” in tutto il mondo per una conquista artistica, morale e culturale. E’ sorprendente pensare che un popolo di pastori e contadini che vissero in una terra inospitale, sia stato così capace di sviluppare una civiltà tanto elevata in ogni ambito della vita. Crearono miti e leggende con una produzione letteraria e artistica senza precedenti che ancora oggi sono alla base della nostra cultura, infatti ogni qualvolta che un popolo ha riscoperto il mondo greco si è determinato un nuovo input nella sua cultura, arte, società, idee..

Luca Tartaglia, 2^ A LSA

                                                

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