La sedia è rotta e sfondata; la finestra che le si trova davanti è scrostata, fatiscente, ma entrambe ci permettono di sederci e guardare il mondo isolandoci nella nostra solitudine.

De Andrè, nella presentazione dell’album “Anime Salve”, spiega che non tutti possono permettersela: non se la possono permettere i vecchi, i malati, non se la possono permettere i politici; un politico da solo è un politico fottuto. Stando soli con noi stessi riusciamo ad avere più facilmente contatto con il circostante, che non è fatto solo dei nostri simili, ma di tutto l’universo; dalla foglia che spunta di notte in un campo, fino  alle stelle. Ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante; si riesce a pensare meglio ai nostri problemi; si riescono a trovare delle migliori soluzioni, e siccome siamo simili ai nostri simili riusciamo a trovare soluzioni anche per gli altri.

Con questo non bisogna fare dell’anacoretismo, o dell’eremitaggio gli unici modi per creare una distanza con il mondo, ma a volte possono rivelarsi buone soluzioni.

Ponendo questa distanza cosa vediamo?

Vediamo un’umanità schiava del denaro, che agisce dentro modelli di vita preconfezionati da altri.

Gli uomini corrono ciecamente dietro al denaro:lavorano sempre di più, 8 ore al giorno più gli straordinari, e quando non lavorano comprano, consumano.

Mi viene in mente un’intervista fatta a Silvano Agosti in cui sottolinea che

<<La maggioranza delle persone non può più costruirsi alcun percorso, può solo subire il percorso obbligato da altri:dal datore di lavoro alle pressioni dello stato.

Ogni essere umano porta in sé la testimonianza della propria unicità creativa, nessuno è mai nato come lui prima di lui e nessuno nascerà mai come lui dopo di lui. Il progetto cui ognuno avrebbe diritto sarebbe quello di rimanere sé stesso e continuare ad esserlo. Invece gli esseri umani, in questa occidentale perversa società vengono creati ragionieri, direttori, attori, presidenti delinquenti etc. etc. Le condizioni attuali di vita sul pianeta per la maggior parte degli esseri sono ferocemente collegate alla mancanza di cibo, di dignità, di libertà. Le religioni hanno solo finto di aiutare gli uomini angosciandoli sempre di più per poi vendere loro false consolazioni. La filosofia ha forse consolato poche centinaia di privilegiati e non certo i miliardi di derelitti che vengono quotidianamente oppressi. La ragione ha da secoli il dito puntato contro chi opprime l’umanità; ma che ragione ci può essere su un pianeta in cui chi è al potere lascia che muoiano quotidianamente 35000 bambini di fame? O in uno stato che lucra con un prodotto su cui è scritto ”QUESTO PRODOTTO TI UCCIDE”.>>  

In virtù del denaro abbiamo affamato popoli, occidentalizzato nazioni abbattendo le tradizioni e imponendo i nostri modelli di vita.

Stiamo distruggendo la natura sfruttandola ed inquinandola  sempre di più, per tener testa al nostro consumismo sfrenato, e alla cementificazione selvaggia.

Le multinazionali hanno sostituito la produzione locale, riuscendo così ad avere un controllo economico globale. Ne è un esempio la Monsanto che non solo ha costretto tutti gli agricoltori del mondo ad utilizzare i suoi prodotti OGM, ma ha causato danni irreparabili alla popolazione con i suoi prodotti chimici a base di glifosate. In Vietnam, con l’agente orange, la popolazione è stata avvelenata, e ancora oggi le nuove generazioni ne pagano le conseguenze.

Guardiamo solo ai nostri bisogni e per soddisfarli facciamo di tutto, anche a costo di sterminare popoli più deboli,c ome i nativi americani che nutrivano profondo rispetto per la natura e per gli animali, e come le popolazioni africane.

L’ umanità appartiene ad un circolo viziato dal quale non riesce ad uscire perché è inconsapevole e vittima, e se in qualcuno nasce un pensiero opposto a quello della società, subito viene soppresso da questa e dai mezzi mediatici, che ci distraggono ed offrono alla persone la possibilità di evadere dalla vera realtà; possibilità che viene subito accolta dalla maggioranza; in parte per cecità, in parte perché è la strada più facile per stare in pace con sé stessi in un mondo programmato da qualcun altro.

Per un’analisi più approfondita sulla società ci viene in aiuto Osho.

In un discorso spiega che <<Nessuna società vuole che tu diventi saggio. È contro l’investimento di tutte le società. Se le persone sono sagge non possono essere sfruttate e sottomesse. Non possono essere costrette ad una vita meccanica,a vivere come robot; vorranno vivere in libertà,e la libertà viene con la saggezza. Nessuna società vuole che la gente sia libera! Le società comuniste,fasciste,capitaliste,indù,musulmane,cristiane;nessuna società. Perché nel momento in cui gli individui iniziano ad utilizzare la loro intelligenza diventano pericolosi per il sistema,per gli abbienti,per le chiese,per gli stati. L’uomo libero non venderà la sua vita,non sarà mai uno schiavo>>.

È proprio per questo che dobbiamo evadere dal circolo viziato; che non dobbiamo relegare la nostra spiritualità alla chiesa e dobbiamo fermarci a meditare.

Abbiamo eliminato qualsiasi contatto con la natura, con noi stessi. La vita frenetica e stressante che ci è stata imposta e che dedichiamo solo al nostro sostentamento ci impedisce di osservare il mondo, di cogliere l’armonia della natura,di porci delle domande sul nostro essere e sulla nostra condizione; domande alle quali daremo risposta soltanto scendendo in profondità nel nostro essere attraverso la meditazione.

<<Per trovare la verità non sono mai andato per chiese o templi,non ho mai letto testi sacri, né seguite certe pratiche, né ho adorato un dio. Spiritualità è qualcosa di diverso, richiede un’onesta individualità. Non permette alcun tipo di dipendenza. Non è mai nella massa ma sola, perché la massa non ha mai trovato alcuna verità. La verità è stata trovata in solitudine. Spiritualità significa trovare sé stessi. Non ho mai permesso ad alcuno di fare questo per me,perché nessuno può farlo>> , così Osho descrisse la spiritualità.

Sono proprio questi i principi da seguire quando ci sediamo su quella sedia dietro quella finestra. Non è importante l’oggetto che osserviamo, ma è importante la qualità dell’osservazione, la qualità dell’essere consapevoli e presenti. Abbiamo l’obbligo di fermarci a riflettere su ciò che siamo e su ciò che stiamo facendo, e una volta trovate le risposte alle nostre domande credo che sia doveroso da parte nostra porre dietro quella finestra l’intera umanità. Solo così possiamo sperare in un mondo migliore.

Lorenzo Rossi IV  A LSA

 


                                                                                                                                       

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