'800 Nuova visione del mondo.

 

 

Febbraio 1830, Parigi.

Padre: Figliolo, credo sia ora che io e te facciamo un bel discorsetto.

 

Figlio: Lo credo anche io, ma penso di sapere dove andrai a parare, padre…

 

P: Rieccolo, ecco che vedo ancora quel tuo sorrisetto insolente! Pensi di sapere tutto! Non sai neanche di cosa voglio parlarti e già mi manchi di rispetto…  non andiamo affatto bene, mio caro, non ho intenzione di continuare a sborsare danaro appresso alle tue scemenze da perdigiorno! Ricordati che io…

 

F: … ho un buon nome da mantenere… non puoi continuare a farci fare certe figure… blablabla

 

P: Ti ripeto ancora che non sei in condizione di rispondermi in questa maniera! Non dopo stasera! Tua madre è ancora di là che prova a consolare tua sorella insieme a Mathieu! E ringrazia il cielo che quei due giovani si amano veramente, e che ci sia io che contino a illudermi che con le parole si risolva qualcosa in quella tua dannata testa bacata… ma dopo stavolta ti assicuro che non la passerai liscia, non credere che la mia condizione di infermo mi limiti, l’hai combinata troppo grossa stavolta, oh stavolta!...

 

F: Stavolta non hai scelta! Stavolta non c’è nulla che possa trattenerti dal punirmi davanti a tutti!

 

Salta in piedi sulla poltrona

 

Oh, ma dovrà essere una punizione esemplare, di quelle che mi ricorderò per tutta la vita! Tutta la comunità dovrà sapere che tuo figlio ha imparato la lezione! Scrivilo pure addirittura sul tuo giornaletto ipocrita! Così che domani tutti gli strilloni del quartiere annuncino che il figliol prodigo è tornato all’ovile!

 

P: Rimettiti immediatamente a sedere! O vuoi costringermi a farti trascinare nelle tue stanze?? Oh, ma giuro che lo faccio, maledetto tu, il tuo gruppetto di drogati, e la tua dannatissima testa bacata!

 

F: Eccolo qui! Finalmente!

 

Passeggia per la stanza

 

Ora ti riconosco! Com’è che con me viene a galla il feroce leone francese in tutta la sua magnificenza, mentre invece lì sotto, davanti alla tua bella figlia fresca di fidanzamento, cerchi disperatamente di attaccarti alle braghe di quei realisti schifosi?

 

P:Come osi?! Tu, brutto scansafatiche senza remore, con la mente ancora annebbiata da quelle putride sostanze, accusarmi in questo modo? Ricordati bene con chi stai parlando!! Io sto cercando di assicurare a mia figlia (tua sorella!) un futuro dignitoso, e magari di ridare un po’ di lustro al buon nome della nostra famiglia, tanto bistrattata dai tuoi comportamenti immorali! Ma che cosa parlo a fare con te, che ridotto in questo stato non sei neanche in grado di recepire i miei discorsi!

 

F: beh si da il caso che la mia ebbrezza non mi distolga affatto dalla realtà: piuttosto è la tua tanto millantata Ragione che a quanto pare ti sta portando al di fuori dell’umana ragionevolezza! Non stai affatto facendo il bene di tua figlia, la stai solo mandando incontro alla ghigliottina! Ma vai, dalla pure in sposa a quel Mathieu de la xxx, le do tempo fino alla prossima estate e ti ritroverai a piangerla da solo in casa mentre sarà buttata in chissà quale fossa comune…  non ti è bastata la tua giovinezza rovinata? I morti per le strade? La tua cerchia di amici intellettualoidi illuministi napoleonici che fine ha fatto? Sono tutti finiti sulle picche delle stesse persone che fino a qualche ora fa erano al piano di sotto!!

 

P: Ma non provi neanche un po’ di vergogna a parlare così di tua sorella? Dio Mio! Ho tirato su un mostro senza alcun rispetto!!!

 

Mani nei capelli

 

Tu non sei mio figlio!!

 

F: Come sei caduto in basso… che fine becera può aver  fatto l’orgoglioso uomo ateo che chiamavo padre, se si trova ora costretto a invocare lo stesso Dio che tanto denigrava in quanto offuscatore del lume della ragione della razza umana tutta? Non vedi che non hai nulla più in cui credere? Che tutto ciò in cui avevi riposto le tue speranze ti ha tradito? Tu, che credevi nella Repubblica, ora costretto ad elemosinare dai monarchici come il più infimo dei mendicanti!

 

P: Tu non sei mio figlio! Tu non sei PIÙ mio figlio!!!

 

F: Patetico… ma guardati! Non sei neanche più in grado di riconoscere i tuoi fallimenti, figurarsi di rimediarvi! Non vedi come la fallacità del tuo, del VOSTRO intelletto, non ha portato altro che morti e devastazione? Avete sacrificato l’animo e le emozioni di una generazione intera di francesi per perseguire i vostri fittizi ideali di ordine e razionalità, ritenendovi i depositari di chissà quale saggezza superiore…

 

P: Stai delirando, delirando come non avevi mai mai fatto prima! Oramai è l’assenzio che parla, la tua ragione è stata completamente sopraffatta, non c’è più motivo di continuare a parlare, ridotto come sei…

 

F: Una volta tanto devo darti ragione, sai? Sono i fumi dell’alcool che parlano, anzi no! Meglio! È il mio spirito che ti parla! Senza più i freni inibitori della ragione sono finalmente in grado di esprimermi con la più completa libertà!

 

Sale in piedi sul tavolo

Signori della Corte! Sono qui di fronte a voi tutti riuniti per espiare le colpe di mio padre, e di tutti quelli che, insieme a lui, hanno ridotto i moti dell’animo a semplici istinti animali da sopprimere!

 

Estrae il coltello

P: Posa immediatamente quella lama! Cosa hai intenzione di fare?

 

F: Il sangue che qui oggi verrà versato servirà a lavare via tutti i loro errori, figli della presunzione che la Natura sia schiava dell’uomo, sondabile in ogni suo aspetto e relegabile a semplici fenomeni da controllare e catalogare, per servirsene a proprio piacimento!

 

P: Scendi subito da lì! Martìn! Martìn!! Chiamate la servitù presto! Correte ad aiutarmi!!

 

F: Che questo gesto sia d’esempio per tutti! Per tutto questo secolo e oltre! Ogni individuo è degno di vivere la sua vita in quanto tale, consapevole di essere fatto non solo di mera materia, ma di far parte di qualcosa di più grande di lui, che allo stesso tempo lo accoglie e lo travolge, e che lo individua nella sua interezza!

 

P: NO!

 

F: Padre, la mia morte è nulla in confronto al sacrificio che questa nazione ha dovuto subire, il mio sangue su questa lama è solo una goccia in mezzo al lago di milioni di altre gocce versate per essa, ma me ne vado con la consapevolezza di aver vissuto una vita piena, anche se breve. Ho provato le emozioni più forti e disparate che esistono, e posso dire di aver davvero conosciuto la Natura.

 



Simone Potenziani V A LSA

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