L'arte svela l'uomo che l'ha creata, e con lui la società che lo circonda.

L'artista esprime tutto se stesso in un dipinto, in una scultura, in un'architettura e ciò che esprime è ciò che vive, trasforma i suoi sentimenti, le sue emozioni in arte, li lascia su una tela, fa trapelare dalla pietra le sue sofferenze, il suo amore, i suoi pensieri, mette tutto se stesso in un'architettura.

È proprio attraverso l'arte delle varie epoche che noi possiamo capire le società che ci hanno preceduti, i diversi momenti politici,culturali ed economici.

Ogni artista quindi ha creato arte diversa dalle altre proprio perché ha vissuto momenti storici diversi ed abbiamo quindi concezioni di “uomo” dietro ogni scultura, dipinto, architettura o dietro qualsiasi altra arte esistente. Ed è il modo in cui l'uomo vede se stesso che crea quell'arte unica che è propria del suo tempo.

Keramies si nasconde dietro la perfezione geometrica dell'Hera di Samo finché la sua anima fatta di passioni, sentimenti e debolezze non si libera dalle catene dei canoni ed esprime tutta se stessa nel peplo della Dea che le si appoggia dolcemente sul corpo.

Fidia nel Partenone crea una perfezione geometrica studiata però intorno all'uomo e alle sue imperfezioni, che diventano quindi perfezioni, troviamo perciò un uomo al centro del Cosmos, posto come parametro, unità di misura che lo pone in armonia con la natura.

Perdiamo poi, con il Medioevo, la visione dell'uomo come creatura perfetta per lasciare spazio invece ad un uomo inferiore a Dio, con cui è in debito, a cui deve la vita; troviamo perciò architetture incombenti che assoggettato l'uomo di quel tempo e un'arte inesistente che si trasforma in artigianato. L'uomo è così travolto da questo terrore del peccato che non può permettersi di migliorare una creazione di Dio, è solo un suo servo che lavora senza esprimere ciò che pensa.

Con Michelangelo abbiamo un'evoluzione di questa visione e abbiamo la RINASCITA dell'arte e quindi anche dell'uomo ed è per questo che si parla di “RINASCIMENTO”.

Michelangelo combina insieme concezione classica e concezione cristiana , pone l'arte come mezzo di redenzione, in grado di avvicinare l'uomo peccatore alla perfezione divina. Scolpisce tormentando la sua anima e riesce infine a liberarla quando termina la sua opera, impresse nella pietra ci sono le sue sofferenze, le sue emozioni che si svelano a chi la ammira, a chi riesce a guardare oltre la superficie, a chi sa cosa è davvero la Fede.

Arriviamo poi a Caravaggio e questa concezione viene totalmente ribaltata, la religiosità viene raccontata attraversa un'arte che esprime una realtà che è propria dell'artista e del suo periodo.

Quindi perdiamo quella bellezza dei corpi che descrivono una bellezza dell'anima che presenta Michelangelo, ma abbiamo una purezza interiore che viene espressa anche senza presentare un volto o un corpo perfetti. Il bellissimo Adamo di Michelangelo si trasforma quindi in una Maria rappresentata da una prostituta, o in un San Matteo ignorante e trasandato che viene aiutato da un angelo lascivo a scrivere. Arriviamo fino a noi, in un epoca costruita dalle ere passate, fatta dalle nostre critiche, dalle nostre emozioni, dalla nostra società e dalla nostra arte che si è evoluta donandoci molteplici frammenti che facciamo nostri, in cui riponiamo i nostri pensieri e i nostri pareri. Naturalmente la società e l'uomo sono cambiati ma non è cambiato il modo in cui l'artista trasporta sulla tela o nella pietra la sua visione, o il modo in cui esprime i suoi sentimenti, troveremo quindi sempre un briciolo del nostro mondo in ogni opera d'arte in cui possiamo riconoscere la nostra società, e in cui l'arte passata si è riversata lasciando un segno indelebile.

 

Giogie Botticelli IIIA LST

 

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