Finalmente sono arrivata alla mia meta. Ecco, il Partenone è qui davanti a me. Mi avvicino, gli giro intorno per osservare le decorazioni. Sono rappresentazioni di episodi mitologici, la Centauromachia, la Gigantomachia, l’Amazzonomachia, la nascita di Atena e la contesa per il possesso dell’Attica tra Poseidone e Atena. Mi avvicino ancor di più a questa rappresentazione.Conosco il mito: Poseidone, invidioso della ricchezza della sua città, la sfidò cercando di sottrargliela. Per decidere chi tra i due sarebbe stato definitivamente il protettore della polis, stabilirono che chi avesse dato ai cittadini il dono più utile avrebbe avuto la città. Poseidone donò il cavallo, Atena l’ulivo e fu quest’ultima a vincere.Forse, tra tutte le decorazioni del tempio, questa è la più illuminante sull’ideologia che rappresenta, un’ideologia che esalta la vittoria della bellezza della forma, dell’armonia, sulla brutalità, sul disordine.Il cavallo era importante per tutte le popolazioni dell’antichità: era usato soprattutto in guerra, per la sua velocità e resistenza. E la guerra è disordine, brutalità. L’ulivo rappresenta le attività quotidiane, l’armonia del tempo di pace. Fra i due, nel mito, vince l’ulivo.Anche le altre rappresentazioni alludono, meno esplicitamente, a questa concezione della vita;  rappresentano guerre, scontri brutali tra creature diverse e le conseguenze: dolore, l’annientamento di una delle due fazioni, morte.È in queste occasioni che i Greci ricorrevano ai cavalli, quando l’equilibrio della pace era interrotto e dovevano andare ad annientare, o ad essere annientati.Quando invece i Greci potevano coltivare gli ulivi?Quando c’era pace, equilibrio tra i popoli  e tra le città. In altre parole, quando c’era armonia.Proprio l’armonia è il fulcro dell’ideologia alla base del Partenone: armonia come equilibrio, quindi come rapporto con la natura e con gli altri.Ecco perché il rapporto tra gli elementi del Partenone è il numero d’oro, ecco perché Fidia scelse di rappresentare quelle scene mitologiche. Per la stessa ragione anche l’intercolumnio è attentamente calibrato, le correzioni ottiche sono precise e Fidia rappresentò, all’interno del tempio, la processione delle Feste Panatenee, scena totalmente diversa da quelle mitologiche.Per ribadire lo stesso concetto: armonia.Armonia con il mondo, con la natura, con gli altri popoli, armonia tra osservatore e oggetto del suo sguardo, armonia tra i vari elementi di un edificio, pura e semplice armonia.E mentre guardo la contesa tra Atena e Poseidone per il possesso dell’Attica, mentre rifletto sull’armonia, l’occhio mi cade sul tetto del tempio, distrutto da un’esplosione avvenuta nel XVII secolo, quando l’edificio era usato come polveriera.Anche in questo equilibrio c’è una contraddizione, causata da uomini vissuti secoli dopo Fidia. La distruzione causata dalla guerra ha intaccato l’equilibrio, ma non ha vinto del tutto. Il Partenone è ancora lì, in piedi, ma la sua armonia è stata danneggiata.Volgo lo sguardo intorno a me ed osservo l’equilibrio rotto, come il Partenone, dal suo opposto, il dolore e la distruzione. Quell’equilibrio è il mondo.

 

 

Ludovica Pirelli

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