Guardando l’orologio cosa ci appare? Delle freccette che si muovono con tempi regolari, che dividono le ore dai minuti, i minuti dai secondi, che ci danno una concezione del tempo totale. E invece quando guardiamo il sole? Una “palla” gialla luminosa che è la nostra fonte principale di calore, ma non pensiamo mai che il tempo è anche scandito da lui. Il ruotare della terra attorno ad esso divide il giorno in ore solari e notturne dandoci una concezione del tempo parziale. Non avendo mezzi tecnologici i nostri antenati facevano esclusivamente riferimento a lui per dividere e organizzare le loro giornate. Sia l’orologio che il sole, con intervalli diversi, scandiscono il tempo delle nostra esistenza. Il tempo è un fenomeno inarrestabile, che scandisce i percorsi della nostra vita, tracciando i momenti più importanti. Spesso è quell’attimo, frazione di secondo che caratterizza l’esistenza di qualcuno modificandola da quel momento in poi. L’istante, mette in comune la vita di due persone che precedentemente non sapevano l’esistenza l'una dell’altra. Ci sembra impossibile che un lampo immerso in un paesaggio ricco di particolari possa rappresentare il significato del quadro. E’ quello che accade nella Tempesta di Giorgine, il quadro può essere diviso in tre periodi diversi: passato, presente e futuro, collegati tra loro dal fiume (linea temporale). Il passato è l’ambiente naturale formato dai cespugli, le colonne, le nuvole, le case che limitano la visione dell’ambiente. Il presente, che da il significato al quadro, è caratterizzato da tre figure principali: il viandante che osserva la foresta, la donna seminuda che allatta il bambino (nuova vita, quindi futuro) e il lampo. Due persone il viandante e la donna che non hanno niente in comune, si incontrano in quell’istante che successivamente caratterizzerà la vita di ognuno. Il punto di incontro è il fulmine che annuncia la tempesta ( “pioggia” intesa come battesimo della terra). Entrambi si ignorano, non conoscendosi, ed entrambi sono ignari che quel lampo rappresenta l’incontro della loro esistenza, attimo determinante. Il loro futuro non rappresentato, va oltre la tela cioè oltre il piano del presente, dove il fiume forma un piccolo ristagno. Il tempo è in grado di unire e nello stesso tempo di dividere la sorte del viandante e della donna. Il fiume è il filo conduttore della storia che Giorgine vuole raccontarci nel quadro ( passato, presente e futuro di due destini). Giorgione riprende la concezione filosofica del trascorrere degli evi da Eraclito vissuto fra il VI e V secolo, il quale analizza l’universale dinamismo delle cose mortali <tutto si muove, tutto scorre> (panta rhei), notando che non si può scendere due volte nello stesso fiume perché questo in ogni istante è costituito da nuove acque. Nulla resta immobile e fisso, tutto cambia e tramuta senza eccezione, è questo che contribuisce a ribadire il concetto di “istante del fulmine” nella tempesta.

Diversa è la concezione del flusso temporale nelle tombe de Medici. Il ripetersi  all’infinito di un intera giornata con l’aurora, il giorno, il crepuscolo e la notte è un andamento costante che può essere rappresentato attraverso la sinusoide. La concezione del futuro nelle tombe è inesistente ma appare l’incertezza del giorno che viene raffigurata attraverso il non finito del volto. La notte è un momento che permette all’uomo di rilassarsi, abbandonare gli affanni poiché non è in grado di guardare nel futuro (buio della mente) a differenza della civetta che può osservare ciò che la notte nasconde, infatti è fonte di conoscenza e intelletto. simboleggia il ricordo della vita vissuta precedentemente cioè quella terrena. Le statue sono poste sui sarcofagi in un equilibrio instabile, la postura piegata di queste sta a significare che c’è qualcosa che viene dopo quel preciso istante, che il tempo non si ferma sull’aurora anziché nel crepuscolo, ma ha seguito e si realizza nell’eternità divina. Il ripetersi instancabile degli istanti nelle tombe non può conciliarsi con l’istante preciso del fulmine nella tempesta, sono due esempi differenti di vita vissuta e di vita non reale poiché spirituale. 

 

Chiudi finestra