Nel rinascimento e successivamente anche nel manierismo la ricerca dell’ideale, trovare delle forme che emblemizzano la bellezza e la pura perfezione, costituiscono dei punti cardini nella storia dell’arte.

Durante il manierismo ad esempio con Annibale Carracci troviamo un forte binomio storia-natura che penetra tutte le sue opere.

La storia, la natura diventano dei varchi da superare in cui cercare quell’armonia perfetta che fa giungere al puro idealismo.

In Raffaello notiamo la ricercatezza delle forme, del bello; invece per Caravaggio l’ideale diviene realtà, non per superare dei limiti ma per immedesimarsi in essa, approfondire e assaporare la sua essenza.

In Caravaggio l’approfondimento  (o l’indagine) della realtà diventa attività morale dove gli equilibri, le tensioni delle opere sono generate da pure emozioni.

Caravaggio attua una forte rivoluzione nei confronti dei canoni imposti dalla Controriforma, la quale dettava delle regole prestabilite per l’arte, ad esempio non si potevano raffigurare i Santi  con volti di persone reali.

 Caravaggio ribalta queste costrizioni ricreando proprio nel suo studio le scene da rappresentare, egli imprime nella tela una natura che diventa realtà e si snoda nei suoi molteplici movimenti, ma allo stesso tempo si unificano in un istante che si sviluppa sul palcoscenico di un teatro.

La realtà di Caravaggio  penetra anche le sue concezioni religiose, egli ha una visione terrena della religione e si può notare in molte delle sue opere tra cui la “Vocazione di S.Matteo” dove Gesù chiamò Levi D’Alfeo indicandolo, e proprio la mano di cristo è molto simile a quella di Adamo che tenta di toccare, di percepire l’impulso vitale dalla mano di Dio, raffigurata nella volta della cappella Sistina  (“Nella creazione di Adamo”) realizzata da Michelangelo.

Questa similitudine sta ad indicare l’imponente visione carnale della Chiesa, avvolta da un fittizio velo di moralità che nasconde un cuore profondamente immorale.

La straordinarietà di Caravaggio è quella di immedesimarsi in una realtà mediata ricca di significati, in cui si muove con leggerezza e maestria di un perfetto regista che coordina i suoi attori in una dinamicità sorprendente  e irrefrenabile.

Per realtà mediata non si intende realtà filtrata e sintetizzata proiettata verso la ricerca di un modello come per Michelangelo e Leonardo, ma è una realtà vitale che proviene dalla quotidianità che Caravaggio trasferisce nelle sue opere rendendole immortali.

Chiudi finestra