Partenone, il tempio perfetto

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Arrivati a questo punto cerchiamo di capire le implicazioni etico-filosofiche della “forma”.

L'Ordine, nel linguaggio classico, è un linguaggio grammaticale che impone una disciplina ferrea, ma la sensibilità personale dell'artista ha un certo gioco entro cui potersi muovere, senza pensare ai casi in cui queste regole possono essere infrante da idee geniali e poetiche. In questo gioco di variabili si struttura la poetica dell'architettura, tutto si riduce al gioco sottile tra le parti, di equilibri tra pieni e vuoti, tra luci e di ombre, tra volumi, tra forme, tra proporzioni e come in una musica gli elementi fissi che si combinano tra loro nel pentagramma possono darci o meno l'armonia sonora, così nell'architettura la combinazione di elementi legati a variabili in qualche modo obbligate può restituirci o meno l'armonia visiva.

Triglifo e geison nella soluzione dell'angolo nord-occidentale

 

 

 

 

Abbiamo detto che tutto si riduce a un gioco sottile tra le parti, Le Corbusier nel suo trattato "Verso una architettura" giustamente osserva che "Nel Partenone interviene la frazione di millimetro, tratti incisi trattengono nella penombra ombre che sarebbero indecise. I molti elementi della modanatura sono classificati in favore della forza di espressione. Austerità, impressione di meccanica dell'acciaio, coraggio, spirito altero". Cito ancora Le Corbusier: "Corinzio e Dorico sono due diverse condizioni dello spirito, è una realtà morale a creare un abisso tra i due".  Dove queste forme provocano sensazioni categoriche: "Brutalità, intensità, infinita dolcezza, raffinatezza e forza... chi ha raggruppato così questi marmi inerti delle cave del Pentelico non poteva essere un semplice ingegnere, doveva essere un grande scultore"

 

 

Dunque la realtà morale di un sistema plastico complesso è come una equazione a infinite incognite che si risolve creando equilibrio e correttezza formale, cioè armonia ed è l'armonia che genera emozioni. Il Partenone come "Pura creazione dello spirito", visto come il raggiungimento della sublimazione della forma in un sapiente gioco di equilibri geometrici, dove l'opera creata dall'uomo è talmente perfetta da apparire creata dalla natura, il Partenone è percepito come un cristallo naturale che nasce dalla roccia dell'Acropoli di Atene.

 

 

 

 

 

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